Svelare il Cinema della Vita

Dalla Sofferenza alla Consapevolezza

“Fiamme Gemelle”

 

Vi racconto quella che è stata la mia presa di consapevolezza rispetto, alla realtà in cui viviamo e a quello che è il gioco che c’è dietro; quello che apparentemente crediamo essere la vita e la realtà. Tutto quanto ha iniziato con il lavoro su me stessa, che ho intrapreso dopo la separazione con la mia fiamma gemella, nel 2015.

 

Premetto che, sono più di 30 anni che sono su un percorso, dove ho lavorato su me stessa con tantissime tecniche e metodi, quando è successo questo evento, la reazione che ho vissuto è stata molto, molto forte. Convinta degli strumenti acquisiti nel corso degli anni, delle molteplici conoscenze e tutto ciò che avevo utilizzato a livello energetico e spirituale, ho cercato di applicare tutto ciò per uscire da quella situazione difficile.

 

Caratterialmente, non sono mai stata verso le dipendenze di nessun tipo: non ho mai fumato, mai bevuto alcolici, ho sempre condotto una vita sana ed equilibrata. La mia visione verso le dipendenze, anche solo a livello affettivo, non mi ha mai caratterizzata.

 

La mia vita a livello sociale è stata sempre abbastanza movimentata, ho incontrato e conosciuto molte persone, sia riguardo ai vari lavori che ho svolto, portandomi a contatto con gli altri e a creare relazioni sia vicine che lontane. Girando per lavoro, ho creato conoscenze ed amicizie in molte parti del mondo, mantenendo sempre i contatti. Tuttavia, non ho mai sperimentato questa dipendenza e sofferenza per un distacco.

 

Questa sensazione di distacco e dolore così forte nell’allontanarmi da una persona era qualcosa di strano visto che non è stata la prima relazione importante che si era chiusa, ma quello che è emerso in quell’esperienza era totalmente diverso da tutto quello che avevo vissuto in passato, che mi ha lasciato perplessa.

 

Affrontando questo dolore così forte e profondo e con la convinzione di possedere gli strumenti per superare la situazione, come le costellazioni familiari, il ThetaHealing e tante altre tecniche di guarigione energetica e spirituale, ho chiesto aiuto anche a molti colleghi nel settore olistico. Tuttavia, nulla sembrava funzionare più.

Dopo 9 mesi di tentativi infruttuosi, ho deciso di interrompere ogni cosa e concedermi uno spazio di pausa.

 

Ho scelto di intraprendere un processo di disintossicazione attraverso il digiuno, isolandomi per cercare di trovare la soluzione a quel malessere che sembrava non volermi abbandonare.

Durante questo processo di isolamento, ho attraversato varie situazioni, compresi molti attacchi esterni da individui che non mi sarei mai aspettata, come operatori/trici anche molto conosciuti nell’ambito olistico. Ho compreso che molti erano burattini nelle mani di burattinai totalmente inconsapevoli del fatto di essere al servizio di entità ed esseri che volevano solo perpetuare il gioco della sofferenza, manipolandoli a loro insaputa.

 

Passando attraverso queste situazioni e difficoltà, sono giunta a una profondità di me stessa che va oltre molte esperienze e immagini interne legate a vite passate, luoghi magici e figure angeliche. Tuttavia, non ottenevo nulla di concreto, nonostante le pratiche e le tecniche utilizzate in passato.

Dopo più di tre mesi di lavoro di isolamento e digiuno, tutte queste immagini interiori e entità che si auto-definivano benefiche sono scomparse, lasciando solo il vuoto assoluto e uno stato di espansione dentro e fuori di me. Mi sono sentita finalmente bene e libera da quel dolore e quel peso che sembrava non volermi lasciare.

 

In questo senso di benessere e di espansione, ho avuto quello che io chiamo il “ricordo di anima”. La consapevolezza di questo potenziale che tutti noi abbiamo come connessione dall’origine di ciò che è.

Il potenziale infinito che, da dentro, saliva fino a emergere fuori, dandomi un senso di pienezza, completezza e liberazione. Mi sono sentita finalmente svuotata di molti pesi che credevo di aver risolto in tanti anni di percorsi olistici, ma che in realtà avevo solo nascosto sotto il tappeto, senza risolvere veramente le cose.

Attraverso questo potenziale, è emersa una nuova consapevolezza che mi ha portato a voler andare alla verità nelle situazioni, con le persone, nelle esperienze, su ogni aspetto della vita. Non mi accontentavo più delle promesse o delle facciate; volevo solo la verità di ciò che è.

 

Con questo potenziale, sono stata spinta verso una discesa profonda nell’andare a prendere consapevolezza di tutto quello che era successo nell’ultimo anno, rispetto all’incontro e allontanamento con questa figura con cui ci eravamo riconosciuti come fiamme gemelle. Tutto quello che avevo vissuto in quell’incontro, in quella situazione, nella separazione e nelle varie situazioni difficili, doveva avere un senso, un significato. In quel percorso sono emerse tante cose: ricordi di vite passate, eventi vissuti nella mia vita in più occasioni con entità sia negative che apparentemente benevole, incontri con alieni, sia nei sogni, che fisici (ho chiaramente segnali di abduction), tante informazioni difficili da gestire da sola, senza strumenti, visto che non funzionando più nulla avevo abbandonato tutto.

 

Volevo comprendere il senso di tutto quel vissuto, altrimenti sarebbe stato un’esperienza inutile, fine a se stessa. Attraverso questa nuova consapevolezza, ho cercato di comprendere, andando sempre più in profondità, sempre più alla ricerca della verità di ciò che è, attraverso il movimento che ora saliva dall’interno e mi dava quel senso di connessione e stabilità rispetto al mio essere più profondo. Mi sentivo totalmente connessa con lo spazio, il luogo, l’energia da cui avevo avuto origine come potenziale. Questo mi ha dato una spinta fortissima verso la direzione di andare sempre di più verso la verità di ciò che è, rispetto alle situazioni, di andare oltre alle apparenze e le varie illusioni.

 

Approcciando la questione da questa nuova prospettiva, ho proseguito il lavoro su di me, focalizzandomi sulla mia fiamma gemella. Volevo comprendere sempre di più questa esperienza e ho seguito questo movimento fluido che mi ha portato oltre le mie credenze, programmazioni e visioni rispetto al mio vissuto e alla mia esperienza fino a quel momento. Approfondendo il ricordo di anima, sono andata oltre a vedere cosa c’era dietro a quell’esperienza di fiamma, che senso avesse avuto per me, per la mia vita, per la mia evoluzione.

 

A quel tempo ancora avevo l’idea che eravamo qui per evolvere, cercavo delle risposte e attraverso questo processo di integrazione del mio potenziale animico, mi viene mostrata come una sorta di pellicola fotografica, una pellicola oscura, dove c’è l’immagine impressa, ma essendo appunto oscura, vediamo l’immagine solo mettendola contro luce. Vedo che anima è quella pellicola dove c’è impressa l’immagine di tutte le memorie vissute del potenziale, dall’origine, all’ovunque, passando dal qui ed ora.  C’erano ricordi, memorie e non tutte però erano veramente mie, perché alcune erano solo programmazioni che servivano per indurre ad essere in un certo modo secondo gli schemi del sistema, alcune erano state inserite da entità esterne, alcune esperienze erano programmate per fare in modo che vivessi certi eventi, il così detto karma. 

 

E come in una pellicola di un film le immagini in fila di tanti frame, che mettendoli tutti insieme mi hanno fatto vedere il quadro completo. Ma non solo il quadro relativo a questa vita, ma era relativo a tutta l’esistenza del mio essere dall’origine in cui questo potenziale ha iniziato ad emergere, fino all’espansione verso l’ovunque passando per il qui ed ora. Quindi mi sono trovata a fare un lavoro di discernimento, di svuotamento totale di tutte queste immagini, attraverso il processo di integrazione, fra il potenziale animico e quello dello spirito, che nello specifico mi è stato mostrato come la parte luminosa. La luce che mettendola vicino al negativo mi permetteva di vedere l’immagine chiara e definita.

 

In questo processo, la prima integrazioni che ho fatto su di me, attraverso questa presa di consapevolezza del ricordo animico, vedo una figura, come se ero su un’altra dimensione, su un’altra realtà, un altro spazio, come se fosse stato un essere gigante che stava giocando  e si stava divertendo con me e con la mia fronte parte, stava facendo questo gioco di manipolazione come fa il burattinaio con i burattini, il tutto a livello di anima e spirito, come se fossimo delle bambole. Attraverso dei movimenti che collegava a noi con delle biotecnologie, con dei fili, con delle frequenze, con dei colori, con dei suoni, con delle forme, con tutta una serie di movimenti di questi strumenti anche avvalendosi di alcuni aiutanti che erano in attesa di ordini, nel procedere nelle varie induzioni per far continuare il gioco rispetto alla mia vita e la vita della mia fronte parte.

 

Questo essere gigante si divertiva facendoci fare quello che voleva lui, questo essere che per come l’ho percepito potrei definirlo Dio. Ma questo personaggio non dava nessun tipo di sensazione positiva, come amore, consapevolezza, empatia, non sentivo nessun senso di espansione come quello che avevo percepito quando mi sono riconnessa con il processo del ricordo di anima alla verità di ciò che è. Ho percepito solo desiderio di divertimento, voglia di giocare e di sfruttare la situazione, “come mangiafuoco con pinocchio” perchè si divertiva a vedere noi che soffrivamo, a vedere tutto quello che si era innescato, anche con le varie persone coinvolte in tutto l’evento, tutto quello che era il malessere le difficoltà, il non sapere come affrontare l’esperienza. E’ stata una visione scioccante perchè non mi sarei mai aspettata di vedere una cosa del genere, tutto questo mi ha aperto gli occhi, è stato uno shock e mi sono resa conto di cosa c’era veramente dietro alle varie esperienze che viviamo ogni giorno.

 

Attraverso questo evento, che è stato il primo così chiaro e ben definito rispetto al quadro emerso con tutti i punti ben collegati, rispetto ad ogni situazione e personaggio coinvolto, proprio grazie al processo di integrazione, che mi ha permesso prima di vedere la verità, secondo di sganciarmi da tutte quelle biotecnologie e liberarmi rispetto al quel gioco che perpetuavo senza sapere. Era solo un induzione di entità esterne che vogliono solo divertirsi con l’esperienza di vita di noi esseri viventi. E di eventi così dove con l’integrazione vedo direttamente questi quadri o attraverso le facilitazioni che faccio con le persone, ci sono tantissimi esseri di vario genere che giocano con il potenziale e la vita degli esseri viventi.

 

Da li ho iniziato ad usare l’integrazione su di me quotidianamente, per vedere la verità di ciò che è, rispetto a tutto ciò che vivo, scoprendo tantissime cose, e trovando chiarezza rispetto alla realtà, agli eventi, togliendomi dagli occhi il filtro di ingenuità e di falsa positività e buonismo a tutti i costi, così presente nel mondo olistico. Tutto questo processo ho poi iniziato a facilitarlo anche alle persone con cui lavoro, così che sempre più individui riescano a vedere l verità di ciò che è, oltre l’inganno e l’illusione di chi gestisce la simulazione arcontica. 

 

Ho iniziato a vedere sia cosa c’è dietro la materia, che oltre l’invisibile per ciò che è veramente, senza accontentarmi più delle apparenze, delle facciate che siano apparentemente belle o brutte, buone o cattive. 

 

Ho scoperto tantissime cose che oggi mi permettono di vedere la realtà per quella che è, un enorme cinema dove le persone vivono incantate dalla luce davanti allo schermo a guardare il film credendo che sia li la via di uscita.

 

Dove anima e spirito vengono solo sfruttate per proiettare nella realtà il progetto del falso dio/dea, come li chiamo io, facendoci vivere il loro piano, per il solo gusto di divertirsi e nutrirsi delle nostre esperienze, belle o brutte che siano.

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