Navigando tra Dualità: Riflessioni sulla Realtà di Matrix e le sue regole.

“Pillole di Consapevolezza di Anima”

 

Viviamo in un mondo complesso, dove le prospettive orientali, la fisica quantistica e il dualismo occidentale convergono e si scontrano, creando un panorama ricco di sfumature e contraddizioni, di un caos continuo che crea solo una vera dissonanza cognitiva, in chi è alla ricerca di una via di uscita dalla simulazione della Matrix.

 

Secondo la visione orientale, tutte le cose sono fondamentalmente una, e il viaggio spirituale mira a realizzare questa unità intrinseca. La reincarnazione è parte integrante di questa filosofia, dove anima ritorna in molteplici vite per fare esperienza ed evolvere e soprattutto per risolvere il karma e progredire verso l’illuminazione. Qui anima individuale e Dio sono distinti e separati, mantenendo una relazione devota. Il ciclo di rinascita è guidato dalla necessità di risolvere il karma accumulato, di recuperare gli errori commessi così da progredire spiritualmente. 

 

Sebbene la filosofia orientale, con la sua visione di reincarnazione ed evoluzione spirituale, abbia persistito per millenni, la realtà attuale sembra sfidare l’efficacia di questo sistema. Nonostante il continuo ciclo di rinascita e la possibilità di risolvere il karma attraverso azioni illuminate, anche se oggettivamente dovrebbe avvenire in modo inconsapevole, visto che ad ogni vita ricominciamo da zero, senza un ricordo o una memoria di ciò che avremmo fatto di sbagliato, dato che ci viene azzerata ad ogni reincarnazione, per un certo senso siamo ancora al punto di partenza. 

 

Quindi nonostante le infinite esperienze di vita da cui avremmo dovuto apprendere, maturare ed evolverci, sembra che non abbia sortito l’effetto sperato visto che la società attuale sembra più orientata verso l’immaturità e il consumismo, piuttosto che verso una maggiore consapevolezza e essenzialità della vita, insegnata da queste visioni orientali.

 

La dissonanza tra la teoria della reincarnazione e la realtà osservata potrebbe sollevare domande profonde sulla validità di questo approccio. Ciò potrebbe suggerire che, nonostante la persistenza di queste antiche filosofie, il mondo non ha ancora raggiunto la trasformazione spirituale auspicata e quindi è necessario continuare a ripetere all’infinito i cicli di reincarnazione, con la speranza che prima o poi avvenga il miracolo.

 

Sinceramente dal mio punto di vista l’orientamento verso questa immaturità sociale e consumistica di massa in cui siamo immersi, la interpreto più come un segnale, di quanto sia falso questo messaggio filosofico e mistico, con la sua ipotetica direzione, che vedo solo come una bella favola da mettere davanti all’asino, come una bella carota, così che l’asino continui a far girare la macina, senza mai raggiungerla veramente.

 

Nella visione occidentale lo scontro invece è fra la vecchia fisica cartesiana e la nuova fisica quantistica. Il dualismo cartesiano divide mente e corpo, postulando una netta separazione tra la mente pensante e la materia estesa. Questa visione dualistica ha influenzato profondamente il pensiero occidentale sulla natura dell’essere umano. La fisica quantistica invece presenta una dualità sorprendente tra onde e particelle. Particelle come gli elettroni possono esibire comportamenti sia ondulatori che particellari, sfidando la nostra comprensione intuitiva della realtà. L’entanglement quantistico evidenzia una connessione immediata tra particelle separate, suggerendo un’intreccio fondamentale nella trama della realtà.

 

Tutte queste visioni portano solo a farsi continue domande, perlomeno per me, perchè ogni teoria è contraddittoria dall’altra e comunque quando seguite ed applicate funzionano solo verso una parte più materiale della realtà o ad esperimenti fatti in laboratorio, ma nella vita quotidiana degli individui, alla fine porta solo ai soliti giri a vuoto nelle varie ruote di sfruttamento, schiavitù e consumismo.

 

Una teoria se vera dovrebbe essere assoluta e funzionare sempre, comunque e per tutti, come ci viene insegnato nella matematica base 2+2=4, quindi molto semplice e chiunque anche un bambino che sa come fare può ottenere il risultato desiderato. Nella fisica quantistica invece le cose si complicano perchè 2+2 potrebbe fare anche 5, 6 o quello che vuoi, questo dovrebbe far riflettere, perchè porta a vedere la realtà in un modo soggettivo, discriminante e ancora più separativo. Perchè con questa visione solo chi ha le capacità, chi ha studiato o chi ha cambiato tutti i suoi programmi limitanti, può avere il risultato che desidera e anche questo non è scontato, quindi anche in questa visione esiste una sorta di karma, e comunque vedo funzionare queste regole così versaliti e interpretate molto in modo soggettivo, nella maggior parte degli indivdui che sono disposti a cadere nella corruzione del sistema. Guardare la fisica quantistica da questo punto di vista mi sa tanto di presa in giro, in cui ritorniamo ad una realtà in cui i benefici sono solo per pochi, i bravi, gli ubbidienti, per gli eletti, il tutto mascherato da libertà di massa, dove tutti possono in teoria, ma non in pratica, perchè ottieni ciò che vuoi solo se sei bravo e buono come dice le regole.

 

Questo mi porta a vedere la realtà oltre l’apparenza sotto una forma più indagatrice, dove tutte queste teorie che emergono e sostituiscono le vecchie più filosofiche, religiose e ideologiche, che oramai non sono più credibili, sono solo una distrazione di massa, in cui la maggior parte degli individui è presa a cercare di capire come funzionano queste nuove regole della realtà, per cercare di controllarla e condizionarla a proprio piacimento, sempre verso una visione di possessione, controllo e sfruttamento, invece di guardare oltre l’illusione ed accorgersi che la realtà in cui viviamo è una Matrix che continua a perpetrare il suo gioco ingannevole. 

 

Secondo questa visione se la vita è una simulazione, come suggerito dal film Matrix, allora la dualità che sperimentiamo potrebbe essere parte integrante di questo scenario simulato, fatta solo per portare l’individuo a schierarsi da una parte o da un altra, come dicevano i romani: “Divide et impera“. In modo che distratti da questo conflitto, da questa lotta esterna, identificandosi con essa, che poi viene  portata anche dentro di sè, diventando una lotta interna, ci impedisce di vivere nell’unica condizione che porta ad uscire dal gioco della simulazione, quella della neutralità integrata. 

 

Questa prospettiva della simulazione che cambia e si evolve aggiornando la sua programmazione e le sue regole di base, di conseguenza al risveglio collettivo, cercando così di deviarlo con altre possibilità di nuove scoperte, stimolando la curiosità e l’illusione che la conoscenza e la sperimentazione di queste nuove teorie renda liberi. Secondo me tutto questo gioco ripetitivo, mette in discussione la stessa natura della nostra esistenza e della realtà che percepiamo come vera ed assoluta. Quindi le risposte non sono nelle teorie che siano filosofiche, scientifiche o religiose, perchè comunque belle o brutte, vecchie o nuove che esse siano, arrivano sempre dalla Matrix. L’unico modo per uscire dalla simulazione è smettere di identificarsi e schierarsi con qualsiasi di queste visioni e regole, dobbiamo by passare il sistema stesso, così da uscire dalla rete e ricordare la verità di ciò che è. Smettiamola di disperdere il nostro potenziale nel cercare di trovare una via di uscita nelle regole del gioco create da chi ha creato il gioco, è una speranza al quanto insensata.

 

E’ ora di iniziare a dis-identificarsi con qualsiasi teoria e qualsiasi schieramento duale della simulazione entrando nella neutralità, così da integrare tutto il potenziale dell’essere, per uscire con l’unica è sola capacità che abbiamo, quella di espanderci compenetrando la materia da dentro. Smettiamola di vederci come delle parti separate che vengono chiuse dentro a delle scatole, a dei contenitori, perchè questo porta solo al desiderio illusorio di voler scappare da fuori, dove un vero fuori non c’è, perché è solo la proiezione della realtà nello schermo del cinema della simulazione. 

 

Siamo come l’elefante che nonostante sia capace di essere libero, crede ancora di essere legato con la catena

 

La storia racconta di un elefante che, da giovane, viene legato con una catena robusta. Inizialmente, l’elefante cerca di liberarsi, ma la catena è abbastanza forte da trattenerlo. Col passare del tempo, l’elefante si abitua alla catena e smette di cercare di liberarsi, accettando passivamente la sua limitazione.

Anche quando l’elefante diventa adulto e potrebbe facilmente spezzare la catena con la sua forza, continua a credere di non poterlo fare. La catena diventa più simbolica che reale, rappresentando le convinzioni radicate che limitano le sue azioni.

 

Questo ci insegna che la molteplicità di visioni e la nostra voglia di sapere sepre di più, sperando di trovare le risposte nelle teorie della conoscenza, sono le nostre catene e che portano solo ad una confusione esistenziale, costringendo a navigare attraverso dualità apparentemente opposte e contraddittorie. Esse portano solo a continue lotte e conflitti, fra ciò che crediamo vero e ciò che crediamo falso. La riflessione sulla dualità e la complessità della realtà evidenzia la necessità di rifiutare credi specifici e visioni assolute. La neutralità diventa la sola guida verso un’approfondita integrità delle parti, smettere di credere ad ogni visione che arriva dall’esterno perchè comunque è sempre parte integrante di Matrix, in quanto è creata dalla Matrix, quindi utile alla sua stessa esistenza.

 

Riconoscere la rete illusoria in cui siamo immersi è il primo passo per liberarsi dalle catene della dualità distorta. 

 

Questa consapevolezza apre la strada a una ricerca personale della verità, che ognuno di noi ha in se, come parte di un origine da cui proviene, andando oltre le illusioni superficiali ed esterne, cercando una comprensione più profonda di tutti quei legami e costrutti energetici ed invisibili che creano la rete dell’illusione in cui siamo immersi, lo schermo del cinema dove la realtà esterna viene proiettata.

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