Oggettivazione del dolore/sofferenza, comprendendo il vero scopo di esso, così da uscire dalle induzioni della simulazione.

“Fiamme Gemelle”

Oggi per la rubrica del sabato sulle fiamme gemelle voglio parlare della vera origine del dolore e della sofferenza che si vive nel processo di scoperta di sé, dopo l’incontro e l’allontanamento fisico con la propria vera fronteparte fiamma gemella.

 

Prima però di approfondire questo aspetto, devo unire alcuni punti e fare un quadro chiaro rispetto a ciò che può permetterti di comprendere quello che porto con la mia esperienza. Visto che molto spesso viene vista da prospettive limitanti di livelli diversi e duali, che non permettono di vedere la verità di ciò che è.

 

Ricordiamoci che finché vediamo le cose con l’identificazione del sé materiale, rispetto alle proprie credenze, la propria visione della vita basata sull’identificazione soggettiva della propria programmazione, per lo più inconscia, avendo il potenziale animico spirituale separati e de-frammentati non si avrà mai una visione espansa e totale delle cose, così da poterle trascendere, ma solo soggettiva, identificativa e solida, quindi impossibile da superare.

 

Per questo voglio farti fare una riflessione di alcuni aspetti, visti da una prospettiva diversa, che si possono vedere solo con anima e spirito integri che si espandono nell’ovunque, mostrando come poter andare oltre a certe visioni limitanti e tutte le certezze che si hanno, basate sulle esperienze indotte dalla realtà in cui si è immersi e non effettivamente viste per ciò che sono veramente.

 

Mi rendo conto che per alcuni non sarà semplice integrare questa visione della realtà, ma va bene così, non sono qui per fare proseliti, quindi non devi credere a me, a ciò che dico o scrivo, fai il tuo processo di integrazione, così che puoi espanderti nell’ovunque come potenziale animico spirituale integro e andare alla verità di ciò che è. 

 

Puoi vedere la verità di ciò che è, unendo la prospettiva di animica femminile magnetica oscura con quella spirituale maschile elettrica luminosa. Per avere una visione espansa è importante andare sopra/sotto, qua/la, destra/sinistra, su/giù, dentro/fuori, alto/basso, andare oltre il bello/brutto, buono/cattivo, bene/male, falsa luce/falso buio, burattini/burattinai, incantesimi, magia, maledizioni, possessioni, spazi, dimensioni, realtà, proiezioni, piani, tempi, oltre le illusioni, le maschere, gli inganni, le induzioni esterne, le false promesse, i ricatti, espandendoti nell’ovunque fino all’origine di questa creazione e alla verità di ciò che è. Ricorda che anima e spirito integri non si accontentano di niente di meno che della verità di ciò che è, così da compenetrare la realtà materiale di Matrix in cui siamo immersi, con tutto il sistema che la mantiene in piedi, compreso il suo creatore. 

 

In base a ciò che emergerà da questo processo, il potenziale animico spirituale integro guarda il quadro che è emerso unendo tutti i punti che si sono manifestati, poi lo compara con il proprio vero piano animico che è in sé e se i due quadri non coincidono perfettamente il non è farà puff da solo, senza fare macerie e senza conflitti, solo così possiamo usciere dalle scatole in cui siamo chiusi, soprattutto senza necessità di fare guerre e lotte di nessun tipo, evitando così che gli esseri cerchino di manipolarci in questa simulazione. 

 

Se tutti i potenziali animico spirituali ritornassero nel ricordo di ciò che è, tornando in questo stato dell’essere integro, la realtà in cui siamo immersi con la sua simulazione scomparirebbe in un secondo.

 

Sia chiaro che questo processo non è una tecnica o un metodo, ma è uno stato che emerge grazie al ricordo di anima e della verità di ciò che è, quindi è uno stato che potrà mantenere solo chi è anima e spirito integro nel processo di compenetrazione, per fare da filtro rispetto alle fotocopie e ai falsi che si spacciano per ciò che non sono, visto che il non è, è molto bravo a fare le fotocopie di anima e spirito, pur di trovare il modo di continuare ad esistere. 

 

Ognuno può farlo da sé, come l’ho fatto io, chiaramente come ogni processo richiede impegno, presenza e responsabilità che nessuno può darti da fuori, perchè solo tu decidi di farlo o di non farlo, con onestà e compassione verso te stesso. Ricorda però che se ci entri veramente con il potenziale integro non puoi più tornare indietro, semplicemente perchè non è un corso, un qualcosa che si impara, o a cui si crede, ma è uno stato naturale dell’essere che abbiamo dimenticato. Ricordare questo stato non è difficile, se vuoi io posso accompagnarti se decidi di intraprendere questo processo, solo perché conosco già la strada, la vera difficoltà poi è mantenerlo ogni giorno nella tua vita, questo dipenderà solo da te, visto che la simulazione si inventerà di tutto pur di ripotarti dentro il recinto della percezione della simulazione. Potrò mostrarti come evitare di cadere di nuovo in tanti giri a vuoto e nelle false promesse che possono metterti davanti, per farti tornare dentro la Matrix. Sarà un piacere per me guidarti verso la visione della verità di ciò che è. Questo processo non ti promette, amore, felicità, successo, potere, soldi, salute, etc…con questo ricordo del processo di integrazione, avrai la chiarezza necessaria per fare il vero discernimento, dove solo tu avrai il vero potere di decidere che piano continuare ad alimentare, se quello di anima e spirito integri, oppure quello del falso dio/dea, perchè nessuno può fare il miracolo da fuori per te, solo tu puoi farlo per te stesso da dentro.

 

Quindi iniziamo questo viaggio.

 

Questo articolo sarà un pò lungo e magari anche un pò difficile da digerire, quindi ti suggerisco prima di giudicare ciò che leggerai di lasciare lo spazio necessario, così che puoi digerire certe informazioni, perchè come dice sempre una persona che conosco, l’elefante va mangiato a fettine se no è indigesto. Per questo la visione della verità di ciò che è, così infinita a volte ci rimane indigesta, perchè per abbracciare la visione globale della creazione esistente dall’origine verso l’ovunque passando per il qui ed ora, è necessario svuotare l’essere di tutte le programmazioni e le certezze di cui si è pieni, così che si può avere lo spazio per digerire l’elefante, senza sentirsi male.

 

Questo, non perchè per fare questo processo serva tempo, lavori spirituali, psicologici, guarigioni o l’acquisizione di tecniche varie, ma perchè per fare questo processo serve tanto spazio vuoto, dove non ci sono più identificazioni con la materia e con la realtà in cui si crede di vivere. Contenere la visione e la comprensione della verità di ciò che è, con il suo potenziale chiuso dentro a delle scatole cinesi, porta solo alla de-frammentazione di ciò che siamo veramente. Quindi non c’è giusto o sbagliato, ma solo la decisione di poter attuare veramente l’unico e solo libero arbitrio che abbiamo, continuare a girare dentro la simulazione, oppure uscire fuori, attraverso lo stato di neutralità, senza rimpianti, scopi e certezze che ci possano riportare dentro il recinto.

 

Nella concezione di una vita vissuta bene e soddisfacente, la visione del dolore/sofferenza è un esperienza che divide molto gli operatori nell’ambito della crescita personale, di guarigione, di auto miglioramento e nell’ambito spirituale, se così li vogliamo chiamare, su come va affrontato e superato. Molti dicono che il dolore/sofferenza serve per evolvere e quindi non va rinnegato, mentre altri lo demonizzano, perchè serve come nutrimento per energie parassitarie che si nutrono del corpo di dolore di chi lo produce, attaccandosi ad esso, soprattutto se esso è ripetitivo e auto-alimentante, portandoci in un processo di depressione e autodistruzione.

 

Diciamo che nella mia esperienza conosco molto bene entrambi i processi, soprattutto perchè li ho vissuti in prima persona ed attraversanti o meglio poi compenetrati con il potenziale di anima e spirito integri ed oggi li guardo con occhi diversi, avendo ben chiaro cosa sono veramente il dolore/sofferenza, cosa lo produce e per quale effettivo fine, sicuramente mi è chiaro che non fanno parte del piano di anima. 

 

Vedo il tutto con una nuova consapevolezza di chi con anima e spirito integri ha compenetrato e destrutturato le proprie certezze e le proprie credenze materiali, per vedere con una visione più espansa il tutto, rispetto al gioco della simulazione della Matrix in cui siamo immersi.

 

Si! Può non piacere ma siamo immersi in un gioco, in una simulazione fatta con un sistema che funziona per livelli, per piani, per dimensioni, come una Matrix che per continuare ad esistere deve rispettare simboli, obblighi, patti, voti, leggi, tempo, spazio, forme, frequenze, influssi, codici, movimenti, schemi, archetipi, colori, tecnologie, intelligenze artificiali, alieni, etc.. disegnata da un architetto che ha un piano ben preciso, che io chiamo falso dio/dea. Il tutto è gestito da burattinai e burattini al servizio di questo falso dio/dea, più o meno buoni e cattivi, belli o brutti, che muovono il tutto attraverso tecnologie, legami fisici ed energetici di controllo, con un solo fine quello di continuare ad esistere. Per mantenere attivo il sistema, il tutto deve essere nutrito dall’energia dei potenziali animico spirituali più meno coscienti di sé stessi, in cui in base alla propria consapevolezza animico spirituale vivono immersi nella propria simulazione proiettata di realtà, indotta dalla programmazione che il sistema Matrix ha impostato come programma operativo di base che si alimenta con l’energia di dolore/sofferenza. Per ogni esperienza ed ogni vissuto integrato dall’essere rispetto alla simulazione, si supera un livello di coscienza, passando al successivo, fino a che non si è percorso tutte le varie ruote che sono: vita/morte, karma/dharma, evoluzione, reincarnazione, sistema universale, etc… 

 

In ogni giro si riparte da zero, per poi terminare sempre con lo stesso finale, anche se per ogni giro gli interpreti possono sembrare diversi, in paesaggi diversi, si cambiano i ruoli, ma di base il copione è sempre lo stesso, il solito gioco dell’oca. Si gira e si rigira, partendo sempre da zero, si termina quando si arriva alla fine del giro, per poi ricominciare ogni volta da capo all’infinito, dimenticando ogni volta i giri precedenti e i successivi. C’è solo un fattore che è comune in tutti i giri, la produzione di dolore/sofferenza che è presente in ogni copione, per ogni interprete, in ogni film. Il dolore/sofferenza viene vissuto inconsapevolmente rispetto al vero senso della propria esistenza, per questo si cerca sempre di dargli un senso costruttivo, perchè altrimenti non ne avrebbe, visto che è presente in ogni esperienza di vita. Molto spesso anche se si cerca di superarlo in ogni modo esso è sempre li, si ripresenta come una parte indissolubile, che per quanto facciamo per liberarcene finché saremo nella simulazione sarà sempre parte di noi, questo perchè è l’energia di cui hanno necessità per alimentare la simulazione e che in tutti i modi cercano di produrre attraverso l’inganno, l’illusione, le false promesse e i ricatti che ci propinano in ogni fase del gioco, con le varie ruote in cui ci fanno entrare, per produrre questa energia di dolore/sofferenza, in ogni frame della pellicola del film.

 

Tutto questo può sembrare assurdo e fantascientifico, ma solo chi lo ha vissuto ed attraversato compenetrandolo veramente con il proprio potenziale animico spirituale riportando alla luce la propria integrità consapevole della verità di ciò che è, può comprendere cosa sto dicendo, non perchè lo capisce o perchè ci crede, ma perchè ricorda ed ha chiaro ciò che è.

 

Ci sono vari livelli di produzione di frequenza di dolore/sofferenza  con più sfaccettature a volte difficili da distinguere perchè mascherati da altro.

 

Il livello più basso è quello molto semplice del dolore/sofferenza strettamente collegato alla sopravvivenza, quindi legato alla fisicità, alla materia, indotto dai bisogni fisici di sopravvivenza, dalla malattia, un dolore/sofferenza che si supera nella maggior parte dei casi soddisfacendo le più basse necessità materiali di nutrimento, sesso/riproduzione, riparo. 

 

Le cure per la sopravvivenza che nella maggior parte dei casi vengono dall’esterno, perchè chi ne ha necessità molto spesso è vittima, è impossibilitato ad ottenerle da solo, perchè secondo la sua programmazione e visione, non ha le competenze, le capacità o il potere per farlo, manipolando spesso con i sensi di colpa. In questo caso il dolore/sofferenza è alimentato da uno stato di dipendenza, perchè si vive nel vittimismo. Uno stato di impotenza rispetto a ciò che ci succede nella realtà, che di solito è uno stato di mancanza. 

 

A questo livello spirituale ed animico, si è ancora emotivamente immaturi con una consapevolezza di sé di tipo infantile, una sorta di bambino che ha la necessità dei genitori che si occupino di lui e che per poter avere ciò di cui ha bisogno, asseconda e ubbidisce al proprio genitore senza porsi domande di giusto o sbagliato. Di solito chi è in questo livello ha necessità di segire ideologie, credi, dogmi e religioni a cui omologrsi, così da avere un riferimento a cui adeguarsi e per non prednersi la propria responsabilità. Non c’è una vera coscienza di ciò che si è veramente e ci si identifica con la parte fisica e materiale della realtà per la sopravvivenza, vivendo uno stato che crea dipendenza. 

 

Una buona parte dell’umanità è a questo livello, sia perchè molti hanno ancora mancanza di consapevolezza di ciò che è, ma anche perchè molti sono solo delle comparse, non sono anima e spirito e tantomeno sono integri e non lo potranno mai essere, anche se cercano in molti modi di impossessarsi di questo potenziale, ma ricordiamolo che anima e spirito integri non li si possiede, ma lo si è. Comunque anche in questa funzione di essere solo una sorta di quantità per fare numero, hanno comunque una minima capacità di produrre una sorta di energia dolore/sofferenza che serve per tenere in piedi il sistema rispetto alle ruote di base che sono vita/morte e karma/dharma, dando una parvenza di verità, con quella che si chiama legge della consuetudine, da parte del gregge, dove è la conferma del movimento di massa che sostiene un qualsiasi aspetto come verità, solo perché “tutti lo fanno”, è giusto crederci, ma non perchè sia effettivamente vero, ma perchè la massa lo conferma con il suo movimento.

 

Il secondo livello, il dolore/sofferenza passa più nello stato di frustrazione emozionale, perchè a questo livello in parte si è capito che la realtà risponde ai pensieri e alle azioni personali, che in base a ciò che crediamo e alle scelte che attuiamo nella nostra vita, la realtà risponderà di conseguenza. Quindi si esce dall’immaturità del vittimismo, dall’impotenza e dalla dipendenza dello stato del primo livello, in cui si è infantili e immaturi rispetto alla realtà, per passare al secondo livello, la fase di ribellione adolescenziale. 

 

Questo, porta verso l’atteggiamento di desiderio di crescita, stimola la voglia di autonomia, avendo scoperto che la realtà risponde alle nostre azioni e convinzioni specifiche, si inizia a desiderare anche altro, oltre i bisogni materiali legati solo strettamente alla sopravvivenza, iniziando ad agire per realizzare anche soddisfazioni più intangibili, legate alla realizzazione di una parte più eterica rispetto a quella fisica, che è la parte mentale, l’ego. 

 

Questo è uno stato di dolore/sofferenza che viene auto-alimentato dal desiderare sempre di più, una sorta di ricerca di libertà, più si ha e più si vuole e più si è infelici, frustrati e insoddisfatti. Si vuole sempre di più, ci si definisce il creatore della propria realtà e quindi come tale possiamo avere e creare tutto ciò che desideriamo e vogliamo anche se non ci interessa veramente avere ciò che è stato definito come oggetto del desiderio, semplicemente perchè una volta ottenuto l’obiettivo, neanche lo si guarda più. Ci interessa invece il fatto stesso che si può creare ciò che si desidera e che si pensa di poter avere nella propria vita, questo porta a desiderare e a creare sempre di più, perchè si manifesta il più grande potere creativo e ci permette di identificarci come degli dei. La vita in questo livello è solo usa e getta, non siamo più consumatori, ma diventiamo consumati dalla simulazione stessa.

 

Rispetto a questo processo però, se si va veramente in profondità e si osserva con onestà lo stato profondo, ci si accorge che non ci porta a realizzare una vera vita piena, felice e soddisfacente, tutt’altro ci fa sentire sempre più vuoti, insoddisfatti e questo produce un dolore/sofferenza diverso da quello legato alla sopravvivenza del primo livello, molto spesso è più inconsapevole, nascosto dietro una maschera di realizzazione, perchè si tende a guardare solo il fuori. Oppure a guardare si nella parte interna, ma quella molto superficiale, quella delle emozioni e dei sentimenti legata al risultato della creazione, invece che andare dentro al vero potenziale di anima e spirito, che si sta usando per materializzare questa creazione, sfruttandolo nella maggior parte dei casi per creare un disegno che molto spesso non fa parte del vero piano animico.  

 

Molto spesso è un dolore/sofferenza che si nasconde dietro una falsa facciata di realizzazione e di successo. 

 

Questo livello non riguarda solo l’ottenimento di cose materiali e di ricchezza varie, può essere legato a qualsiasi aspetto nascosto dietro l’illusione della realizzazione personale. Può manifestarsi con la realizzazione di cose materiali, ma anche di aspetti più emotivi, sentimentali, come una relazione di coppia, una famiglia, dei figli, l’aiuto alle persone, il volontariato, il sacrificio e la rinuncia, seguire la realizzazione di un ipotetico scopo di vita, per riscattare chissà quale peccato o karma e produrre dharma, il raggiungimento di obiettivi come auto-miglioramento, crescita ed evoluzione rispetto a dei ruoli nella società. Tutto ciò che che un individuo può pensare di voler creare consapevolmente nella propria vita con l’idea di migliorarla. Molto spesso tutto questo non fa parte del vero piano animico, perchè si basa solo sulle induzioni proiettate dal sistema esterno, basate su dei modelli creati nel tempo, sia a livello di business, che religioso o spirituale, etc… che gli vengono posti davanti, in cui identificarsi, facendogli credere che raggiungerli sia un suo vero desiderio, quando in realtà tutto questa energia utilizzata per queste creazioni, serve solo per mantenere in piedi il piano di quello che io chiamo, falso dio/dea. 

 

Questo aspetto del dolore/sofferenza mascherato da realizzazione è legato molto all’ego, sia a quello della personalità, che a quello spirituale, perchè anche chi apparentemente fa un percorso spirituale o di crescita personale, dove crede di seguire veramente una guida interna, per realizzare la vita che vuole e che desidera, con scopi apparentemente positivi, belli, che sembrano portare benessere in questa realtà, in verità anche questo aspetto è mosso solo dal dolore/sofferenza. Un tipo di dolore/sofferenza che si produce nel volere sempre di più, perchè ora che si ha la consapevolezza di essere il creatore della propria realtà, non c’è più limite a ciò che si può raggiungere in un apparente miglioramento di sè e di ciò che ci circonda, quindi facciamo di tutto per creare la realtà che si rietine essere bella e giusta per se stessi e quindi per tutti, visto che a questo punto ci associamo al creatore.

 

Il tutto può sembrare una spinta a crescere, ad evolvere a fare del bene, ma se andiamo veramente in profondità, dentro il vero sé, tutto è spinto solo dal dolore/sofferenza di non voler stare dentro, dove è il vero spazio animico, non voler guardare in faccia che tutte le certezze, le credenze e le programmazioni di base sono solo false promesse, ricatti e illusioni, perchè non vogliamo ricordare ciò che siamo veramente. Non vogliamo maturare le nostre vere responsabilità rispetto al vero scopo del perchè siamo qui. Purtroppo siamo qui per essere solo delle semplici batterie per mantenere la simulazione di Matrix. 

 

Perchè tutto questo rincorrere la realizzazione personale non è altro che una fuga da ciò che siamo veramente in questo spazio, delle semplici batterie che alimentano un illusione. 

 

Questo però lo si scopre solo quando si va oltre le proprie certezze e credenze, molto spesso la spinta a guardare la verità di ciò che è, ci viene data proprio dal dolore/sofferenza che emerge quando queste illusioni crollano, portandoci ad una maturità di anima e spirito che rivogliono la propria integrità, permettendoci così di vedere che stavamo solo continuando a girare a vuoto. Proprio per questo che dico che anche tutta questa corsa al miglioramento, serve solo per produrre altro dolore/sofferenza, anche se in forma diversa e per lo più nascosto dietro illusioni, falsi buonismi, il politicamente corretto e belle facciate. 

 

Dopo aver attraversato e compenetrato questa parte di realtà, ho compreso che la vera libertà da ogni forma di dolore/sofferenza è vivere nella neutralità, nell’essenziale di ciò che siamo veramente, senza dover rincorrere nulla di più di ciò che è e tantomeno le induzioni esterne basate su falsi modelli di maestri ipotetici, una falsa liberazione e una falsa evoluzione. Ciò che ci viene messo davanti per farci correre è lo zuccherino fatto di false promesse e di illusioni, che servono per produrre un altro tipo di energia, un dolore/sofferenza nascosto dietro la corsa alla ricerca della soddisfazione personale, che non arriverà mai veramente. 

 

Questo spiega molto spesso perchè, gli individui più infelici, insoddisfatti, a volte crudeli e cattivi sono proprio quelli che hanno di più dalla vita, perchè sono spinti sempre di più alla ricerca di soddisfazioni basate più sul processo di ricerca e di creazione, che nella gratitudine dell’ottenimento di ciò per cui si è lottato tanto pur di avere. Perchè il dolore/sofferenza viene prodotto nel viaggio della creazione e non nell’arrivo all’obbiettivo. Nel viaggio si è in lotta, in guerra, in conflitto, in attrito, si produce energia, mentre nell’arrivo si è nell’abbandono, nell’arrendersi, nel rilassamento.

 

Questo è anche il livello dove si trova il dolore/sofferenza psicologico, che il sistema induce dando le illusioni dei falsi ideali di premi da raggiungere, come quello di realizzarsi a livello individuale nell’ambito lavorativo, oppure relazionale, sentimentale, sociale, qui c’è il dolore delle relazioni malate, che inseguono più un ideale illusorio della favola e vissero felici e contenti, oppure del compromesso del contratto del matrimonio, invece di far emergere veramente ciò che si è. Qui si trovano tutti quelli che lavorano con la legge di attrazione e tutte quelle tecniche e metodologie che ti fanno credere che puoi modellare la realtà a tuo piacimento, per ottenere tutto ciò che vuoi. Qui c’è anche l’atteggiamento adolescenziale a livello animico e spirituale, in cui si vuole tutto e subito, dove non ci si prende veramente la responsabilità di ciò che è, si è solo nello stato di ribellione a tutto ciò che non ci piace, dove si cerca solo di far andare le cose come le vogliamo noi, rispetto alla proiezione della propria mente limitata, ci si identifica con la parte mentale, emotiva e sentimentale ferita rispetto alla realtà vissuta, soprattutto quando si era nella fase del bambino.

 

Questo aspetto del dolore/sofferenza difficilmente viene visto e riconosciuto come tale, perchè molto spesso chi è in questo livello pensa di aver capito la maggior parte di come funziona la realtà e ci si sente abbastanza arrivati. Infatti in questo livello, il dolore/sofferenza è ben mascherato dietro gli obiettivi, dietro valori molto spesso indotti dal sistema, dietro le proiezioni di falsi buonismi rispetto al fatto che ciò che facciamo viene giustificato, perchè si sta facendo per il bene degli altri, senza però valutare veramente che ciò che riteniamo sia il bene per noi, è sempre in base al nostro punto di vista, relativo ai nostri programmi di base, che ci hanno inserito all’interno dello spazio del nostro essere e non la verità di ciò che è. 

 

Questa è la produzione di dolore/sofferenza che viene alimentata dai così detti filantropi, dagli attivisti, che nelle loro azioni definite di aiuto fatte con l’illusione di migliorare questa realtà, per salvare questo mondo, questo pianeta e gli esseri umani. In realtà è un induzione che spinge una produzione enorme di dolore/sofferenza da parte del secondo livello di produzione, ma anche da parte di chi è ancora nel primo livello e si ritrova a subire questa spinta alla rincorsa verso il raggiungimento di uno stato sociale impostato, verso un miglioramento illusorio, che spinge verso l’inseguimento di chi si mostra come arrivato, realizzato e questo non fa altro che produrre frustrazione e insoddisfazione. Alcuni di questi personaggi lo fanno inconsapevolmente, perchè non hanno il quadro completo di tutti i punti uniti, mentre altri essendo burattini e burattinai del sistema di simulazione, lo stanno facendo con consapevolezza e con l’obiettivo proprio di portare il più possibile dei potenziali animici e spirituali verso questa produzione. In questo caso le comparse non riescono a produrre questo tipo di energia, perchè serve un minimo di potenziale animico o spirituale per portare avanti questa produzione di energia più sottile, ma che è sempre nella frequenza di dolore/sofferenza e quindi cibo per la Matrix.

 

Poi c’è il terzo livello di produzione di dolore/sofferenza, quello più difficile da attraversare, perchè è quello che si incontra quando si aprono veramente gli occhi su una visione globale di questa realtà e si scopre la verità di ciò che è. Questo livello si attraversa con la presa di coscienza vera di se stessi, dove si matura la propria consapevolezza di essere anima e spirito integri, perchè si è scesi dentro di sé, si è toccato il fondo, il vero fondo, arrivando alla verità di ciò che è, e non si ha più nulla da perdere, rispetto alla materia, molto spesso a questo livello ci si arriva con eventi molto dolorosi dove si rischia anche la vita. A questo livello si scopre che tutto ciò che abbiamo creduto nel livelli precedenti erano solo inganni, che tutto il lavoro spirituale epsicologico che si è fatto su di sè non è servito assolutamente a nulla e che ci ha portato solo a girare a vuoto per miliardi di giri. Si vede quello che si sta vivendo veramente, una proiezione e una simulazione della Matrix basata sulla separazione e sulla dualità. 

 

Lasciare andare il dolore/sofferenza che emerge da questo processo, non è semplice, emerge tutta la delusione, la depressione, il dolore/sofferenza ancestrale dove c’è la memoria della separazione del potenziale animico spirituale. L’unico dolore/sofferenza che si sente veramente a livello animico spirituale, che fa sentire lo stato di de-frammentazione in cui siamo stati fino a quel momento in cui ci siamo resi conto che ci hanno risucchiato il potenziale con l’inganno per nutrire una simulazione. Perchè è qui che ci si prende la vera responsabilità che si è caduti in un inganno rispetto alle promesse ricevute, in cui noi ci abbiamo messo il potenziale, ma in cui il falso dio/dea ogni cosa che ha promesso in cambio, alla fine se l’è sempre ripresa. 

 

In questa fase diventa chiaro che ognuno può integrare solo il potenziale per se stesso e non ha la possibilità di poterlo fare per nessun altro. Non si ha più nessun tipo di giustificazione o scuse, si puoi decidere solo per sé stessi e che non ha nessun senso continuare a girare a vuoto nelle varie ruote, ritornando qui vita dopo vita con l’illusione di poter ottenere qualcosa o poter salvare altri potenziali animici o spirituali, semplicemente perchè non avverrà mai, perchè non fa parte del piano del falso dio/dea. 

 

Nessuno può salvare nessuno, se non sé stesso. 

 

Arrivare a questo punto è come sbattere contro un muro, oppure attraversare la tempesta perfetta. La distruzione di ogni scatola, di ogni credo, ideologia, storia, favola, racconto, sogno, viaggio, qualsiasi cosa ora non ha più senso, tantomeno continuare a far parte di questa simulazione in modo produttivo per la sua esistenza. Perlomeno è quello che è successo a me, ho deciso che per quello che riguarda il mio potenziale di anima e spirito integro non avrei più contribuito ad alimentare la simulazione, quindi guardare il gioco, ma non essere più parte del gioco, non è una scelta facile da fare, ma soprattutto da portare avanti, perchè non si ha più nessuna certezza, nessuna aiuto, ma solo tanti ostacoli e falsi piani da compenetrare e far fare puff. 

 

Semplicemente perchè chi è ancora nel gioco non concepisce chi è uscito, non accetta questa scelta, essendo nel gioco per quanto consapevole in qualche modo è comunque un burattino nelle mani dei burattinai, e dovrà fare la sua parte per tenere in piedi il gioco, cercando di riportarti dentro con tutte le scuse e gli inganni possibili. 

 

Durante questo processo ho incontrato molti individui che mi hanno detto di voler uscire, ma poi nessuno si è preso veramente la responsabilità di farlo, anzi hanno cercato solo di riportarmi nel gioco, semplicemente perchè molti preferiscono continuare a giocare. Molti hanno ancora molto da perdere, piuttosto che osservare questa simulazione compenetrandola espandendosi nell’ovunque, facendo fare puff a tutto il non è, non sono disposti a rischiare che quello in cui ancora credono o a cui sono legati possa sparire e fare puff. Preferiscono continuare a fare compromessi a credere ad una visione di comodità, perchè uscendo non ci si può identificare più con niente e nessuno, non si è più corruttibili dal gioco. Chiaramente non giudico, è solo una questione di scelta dal mio punto di vista, molto spesso però non lo è da parte di chi è ancora dentro e che cerca in ogni modo di farmi rientrare, ma nel momento che con impegno, presenza e responsabilità mi espando con anima e spirito integri nell’ovunque vedendo la verità di ciò che è, niente e nessuno mi può farmi più rientrare, semplicemente perchè non sono più corruttibile da parte dell’inganno.

 

Questa discesa e risucchio dal profondo, può avvenire attraverso vari eventi che ci portano a guardare in faccia la verità di ciò che è e che fino a quel momento abbiamo vissuto in un illusione, in un inganno e che tutto ciò che credevamo vero, tutte le certezze a cui ci siamo aggrappati, erano solo false promesse e ricatti per farci produrre energia di dolore/sofferenza utile al sistema, così che essa possa continuare a funzionare al di la della nostra scelta consapevole. In questo livello si scopre molte cose che non è facile accettare, per questo anche qui si produce ancora molto dolore/sofferenza indotto dal sistema della simulazione, soprattutto se si rimane fermi nel combattere il sistema, invece di andare oltre, attraversandolo, compenetrandolo e uscendo con neutralità.

 

Molto spesso leggo, vedo video e ascolto individui che si soffermano nella lotta verso i burattini e i burattinai, cercano di analizzare più il problema, che cercare veramente una via di uscita, credendo che in questo modo possono avere un riscatto della propria energia, del proprio spazio, una sorta di risarcimento. Chiaramente sono ancora in una fase adolescenziale di ribellione, come spiegavo sopra e mi dispiace che purtroppo arriverà il momento anche per loro in cui si renderanno conto di quanto hanno dato alla simulazione attraverso quest’altro inganno. L’unico modo è abbandonare le identificazioni, entrare nella neutralità e fare il salto, altrimenti si continuerà a girare a vuoto a produrre dolore/sofferenza con l’illusione di fare qualcosa per cambiare un sistema, che non cambierà mai.

 

Uno degli eventi che portano a questo processo è l’incontro con la propria vera fronteparte fiamma gemella, ci sono anche altri eventi che portano a questo processo, ma non è questo il contesto in cui parlarne, visto che qui voglio chiarire il processo vero di fiamma.

 

Dico questo perchè, sento dire di tutto rispetto alle fiamme gemelle, che non esistono, che è solo un invenzione della new age, che sono solo relazioni tossiche, e tanto altro.

 

Oggi ho voluto chiarire il processo di dolore, perchè solo chi è entrato in questo evento di incontro con la propria fronteparte fiamma gemella e lo ha attraversato e compenetrato ed è uscito dal gioco, se ha sfruttato al meglio la vera essenza di questo incontro, può comprendere di cosa sto parlando. 

 

Spero che ora potete comprendere che chi dice certe cose, è perchè non ha ancora attraversato i livelli con la compenetrazione di anima e spirito integri, dello spazio della realtà del proprio livello di produzione di dolore/sofferenza e quindi, vede solo ciò che è capace di vedere e di comprendere, non c’è giusto o sbagliato, ma c’è solo più o meno consapevolezza, rispetto a ciò che stiamo attraversando e processando nel nostro spazio di simulazione di realtà.

 

Questo per dire che l’incontro delle fiamme gemelle, quello vero, non ha nulla a che vedere con la relazione di coppia romantica per creare una famiglia e l’amore idilliaco che ci vogliono far vedere nelle favole, oppure con una relazione tossica che ci vede solo come ossessionati e incapaci di andare oltre ad un esperienza di una semplice relazione sbagliata. 

 

Questo incontro in verità riguarda il processo per uscire dal sistema di simulazione di Matrix, in cui purtroppo siamo solo una batteria che produce energia che nutre il sistema e che indipendentemente dalla facciata che ha, è sempre un sistema dolore/sofferenza duale, fatto di costruzione/distruzione, vita/morte, karma/dharma, peccato/espiazione, evoluzione/involuzione, crescita/decrescita, etc…  con densità diverse, ma che di base ha sempre la stessa sostanza, e lo stesso piano, nutrirsi e divertirsi a discapito del potenziale animico spirituale.

 

Anche se molto lungo, spero che questo articolo ti sia stato utile per iniziare a fare un vero discernimento rispetto al tuo livello del gioco della simulazione e che puoi usare certi eventi non più per continuare a produrre dolore/sofferenza per la Matrix a livelli diversi, ma per fare il salto fuori dal gioco. 

 

Se vuoi una semplice guida per uscire dal gioco io sono qui, per il resto buon viaggio.

 

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  6. Scopri Te Stesso attraverso i Tarocchi: Un Viaggio di Conoscenza e Trasformazione

 

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